A Bridge

Prima

India was extraordinary, giving me a reason to write. Italy, or rather an Italian an Italy, is much more ordinary, and I’ve always believed that blogging should be done when you have something interesting to say.

So I’ve had to find something interesting. There’s plenty of choice, but the thing I feel I’m most qualified in is the gap, the similarities and difference between English (or perhaps Anglophone) and Italian cultures. In the last decade, I’ve spent far more time in the English speaking world than Italian, even when IN Italy. I absorbed it like a spunge, and I’m still in love with it.

On the other hand, while I dislike going by national identities, I AM Italian, and that is the foundation of pretty much everything that makes up my own little world.

There are conflicts.

But then there are plenty of interesting, hilarious and thought-provoking things which only become apparent to someone astride of the two worlds. I’m not saying I’m the only one to see these skewed, mangled, odd bridges that join the two cultures, nor the depths between them, but it seems now that won’t stop me writing about them.

Also, I’ll be writing about them in Italian, in parallel. Often, the two texts won’t perfectly coincide. That makes me one of those bridges too.

 

 

L’India era straordinaria, nel vero senso della parola. L’Italia, o piuttosto un Italiano in Italia, e’ molto piu ordinario, e ho sempre creduto che pubblicare scritti ne valga la pena solo quando si scrive qualcosa di interessante.

Quindi ho dovuto cercarmelo. C’e’ molta scelta, ma una delle cose per la quale mi sento piu qualificato e’ la differenza, e le similitudini, tra il mondo Italiano e quello Inglese (o forse Anglofono). Negli ultimi dieci anni, ho trascorso piu tempo nel mondo Inglese che non in quello Italiano, anche quando ero IN Italia. L’ho assorbito come una spugna, e me ne sono praticamente innamorato.

D’altro canto, purche’ mi dia fastidio usare identita’ nazionali, io SONO Italiano, e questa e’ la fondazione per piu o meno tutto quello che costituisce il mio piccolo mondo.

Ci sono dei conflitti.

Ma ci sono anche tantissime cose interessanti, divertenti e provocatorie che possono essere viste solo quando si e’ a cavallo dei due mondi. Non ritengo di essere l’unico a vedere questi distorti, strani ponti che uniscono le due culture, ne le profondita’, ma sembrerebbe che questo non mi fermera’ dal scriverne.

Poi, scrivero anche in Inglese, in parallelo. Non sempre i due testi saranno uguali. Questo fa di me uno di quei ponti.

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